Un breve film girato interamente a Bologna diretto dalla regia di Antonio Pisu e che vede nei suoi protagonisti attori come Giancarlo Giannini, Naike Rivelli, Nini Salerno, Fabio Ferrari (Chicco dei “Ragazzi della 3° C), Veronica Urban, Giuseppe Langella, Eleonora Massari, Niccolò Centioni,e  come interprete principale Amedeo Gagliardi, produttore e autore della sceneggiatura di un racconto che si può definire autobiografico.

Si tratta di una storia che si avvicenda attorno ad un tema molto delicato e soggetto a incoerenze ed ingiustizie come la paternità negata.

Il corto tratta  con semplicità e toni forti la na sindrome psicologica come la PAS (acronimo di Parental Alienation Syndrome – sindrome da alienazione genitoriale), una vera e propria disagiante patologia che colpisce i figli dei genitori separati o divorziati: può essere definito  un malessere che nasce dai conflitti, di varie gravità che i genitori hanno per la custodia degli stessi. Dunque, una forma di “lavaggio del cervello” da parte di uno dei genitori, il cosiddetto "genitore alienante", che tramite continui insulti, astio ed umiliazioni verso il "genitore alienato", lo denigra persuadendo i figli stessi a perdere il contatto con il mondo reale, gli affetti e l’amore, in questo caso per il padre.

 

 

 

Una breve definizione della PAS

 

La Sindrome da Alienazione Parentale (PAS) può considerarsi una dinamica psicologica disfunzionale che, secondo lo psichiatra Gardner, investe ii figli minori coinvolti in contesti di separazione e divorzio conflittuale dei genitori, non adeguatamente mediate.

Sebbene non ancora riconosciuta come un disturbo psicopatologico, secondo Gardner, dovrebbe essere considerata come la conseguenza di una "programmazione" dei figli da parte di un genitore patologico (genitore “alienante”) che li porterebbe alla perdita del contatto con la realtà sul piano degli affetti e ad un disprezzo ingiustificato e continuo verso l’altro genitore (genitore “alienato”).

 

 

 

 

 

PAIDEIA srl nell'ambito del Progetto "Figli felici" vuole promuovere la diffusione del Registro per la bigenitorialità .

 

 

 

 

Si tratta di un registro amministrativo per il diritto del minore alla bigenitorialità con l’approvazione del relativo regolamento.
Al registro potranno essere iscritti i figli di tutti i genitori con residenze diverse, qualunque ne sia il motivo. La residenza del minore resterà una sola, ma le comunicazioni che lo riguardano dovranno fare riferimento ai due domicili indicati dai genitori. 
Per l’iscrizione del minore al registro è necessario pertanto che il minore sia residente nel Comune che istituisce il Registro, che almeno uno dei genitori ne faccia richiesta personalmente e che lo stesso genitore sia titolare della responsabilità genitoriale (ex potestà genitoriale).

Per bigentitorialità si vuole intendere il diritto del figlio a fruire dell’apporto educativo e affettivo di entrambi i genitori. Si configura come un diritto soggettivo, permanente e indisponibile del minore, legato alla sua persona a prescindere dai rapporti tra genitore e genitore, ovvero il legittimo diritto a mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori, anche nel caso questi siano separati o divorziati, ogni qual volta non esistano impedimenti che giustifichino l'allontanamento di un genitore dal proprio figlio. Tale diritto si basa sul fatto che essere genitori è un impegno che si prende nei confronti dei figli e non dell'altro genitore, per cui esso non può e non deve essere influenzato da un'eventuale separazione. Né su di lui si può far ricadere la responsabilità di scelte separative dei genitori.
 

 

Lo stesso M.I.U.R.  ha diffuso la Nota prot. n. 5336 del 2 settembre 2015 con oggetto: Indicazioni operative per la concreta attuazione in ambito scolastico della legge 54/2006 -“Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli”.

 

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